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Magritte
(René), pittore belga
(Lessines, Hainaut, 1898 - Bruxelles 1967). Insieme con Paul Delvaux è il maggiore
creatore in Belgio del Surrealismo e uno dei più
originali esponenti europei del movimento. Dopo inizi cubisti e futuristi, il
suo stile s'incentrò su una tecnica raffigurativa accuratissima basata sul
trompe- l'oeil, alla pari di Dalí e di
Delvaux, ma senza il ricorso alla simbologia di tipo paranoide del primo o di
tipo erotico- anticheggiante del secondo. Magritte svolge un suo tipico
illusionismo d'ordine onirico (illustra, ad es., oggetti e realtà assurde, come
un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede o un paesaggio
simultaneamente nella parte inferiore notturno e in quella superiore diurno),
ricorrendo a tonalità fredde, ambigue, antisentimentali, quali quelle del
sogno. Ha eseguito decorazioni murali a Charleroi nel palazzo delle Belle Arti;
ha illustrato i Canti di Maldoror di Lautréamont
e altre opere. Alcune delle sue opere sono: La condizione
umana (1933), La promessa salutare
(1928), I giorni giganteschi (1928),
La
clef des champs (1936), Golconde
(1953), L'evidenza eterna (1930). Alcune sue opere, quelle in cui i volti sono coperti da lenzuola, sono da
collegare allo shock avuto dal pittore a tredici anni, quando vide recuperare il
cadavere della madre suicida in un fiume, coperta appunto da un panno intorno
alla testa. |